Articolo Corriere della sera del 10 Dicembre 2013

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Su invito di Guido pubblichiamo l’articolo apparso dul Corsera del 10 Dicembre. Sono aperti i commenti.

6 comments to Articolo Corriere della sera del 10 Dicembre 2013

  • Dove sta andando il Rotary?
    Il problema non è più la qualità dei soci, ma la quantità.
    Il probelma non è più la qualità dei progetti ma la cassa.
    L’ammissione non è più una libera scelta dei soci, ma un modulo internet.
    La riservatezza, la discrezione, l’umiltà del silenzioso operato dal Rotary viene sostituita dal “mettere la faccia” di personaggi in cerca di gloria, incarichi, posizionamento pubblico, cointeressi.
    E’ proprio vero quello che è scritto: “la vecchia guardia è proprio vecchia…” ma il nostro era proprio un bel Rotary realmente al di fuori di protagonismi e/o interessi personali.
    Io almeno la penso così, e Voi?
    Guido

  • Guido, perche’ dici “era proprio un bel Rotary”? Non lo consideri piu’ tale?
    Paolo

  • Quando il protagonismo e l’interesse personale superano la passione e il desiderio di mettere il proprio io a disposizione degli altri secondo me non si fa più rotary ma semplice sfruttamento di una associazione che ha ancora il suo appeal sociale ai soli fini di una propria migliore immagine

  • Hai perfettamente ragione, anche se credo che questo sia un problema che affligge da sempre il Rotary e altre organizzazioni simili.
    Quello che ciascuno di noi puo’ fare e’ di mantenere il nostro Rotary un club il cui spirito non tradisca mai la sua natura e che continui ad essere un esempio per quei club dove, per mille ragioni, tale spirito è stato soffocato dagli interessi che menzionavi tu nel commento qui sopra.

  • Alceste Alceste

    Avevo avuto occasione, lo scorso anno, di esprimere alcune riserve su una “campagna stampa” che, anche se con l’intento di “far conoscere il Rotary” rischia di essere interpretata con molte sfaccettature, non sempre solo positive.
    Tutte le “comunicazioni” devono a mio parere tenere conto del bacino a cui si rivolgono e se il contesto non è prima fertilizzato con una buona attività di sensibilizzazione a livello locale, le campagne istituzionali rischiano di essere auto-referenzianti e di mancare lo scopo.
    Sarebbe interessante sapere quale è stata la “redemption” fra i non Rotariani; una campagna come questa dovrebbe avere anche una misurazione di efficacia, ma avendolo già richiesto a livello di Commissione Comunicazione del Distretto 2042, sembra non sia possibile.

  • Raffaele Scippa Raffaele Scippa

    Col tempo ho capito che il Rotary (quello che io nel mio piccolo ho sperimentato) è una istituzione conservatrice, ma non in senso negativo: si può essere conservatori illuminati e per me il Rotary è qualcosa del genere e dunque non vedo assolutamente problema per questa identificazione.

    La società moderna cambia velocemente. Per me il Rotary non deve inseguirla, ma essere appunto capace di aprire gli occhi e capire. Agendo di conseguenza.

    Un problema può essere l’invecchiamento anagrafico e un buon mix giovani/meno giovani/vecchi sarebbe opportuno, così come un buon mix di genere, un buon mix di provenienze, etc. Ciò mi sembrerebbe ovvio, ma non so se si fa abbastanza in questa direzione.

    Certo il Rotary ha dei rituali e delle “forme” che il mondo esterno, sempre più “ribelle” per le convenzioni, è sempre meno disposto o capace di comprendere ed applicare.

    Mi sembra una bella lotta tra la modernità ”sfrenata” e quasi anarchica cui stiamo andando incontro e il passo lento delle “tradizione”. Forse quest’ultima (come nel caso della Chiesa) deve acconciarsi ad un ruolo quantitativamente minoritario (non però elitario), ma non per questo capace di una presenza e di un lievito benefico per la società civile.

    Non è davvero poco per la missione del Rotary, anzi “vaste programme”, detto alla De Gaulle, con la forte Passione Civile che ci deve contraddistinguere.

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